La vista dalle alture di Cingoli sulle colline marchigiane fino al mare
Il panorama da Cingoli — foto: Ddgfoto · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva a Macerata per la prima volta pensa quasi sempre alla città: lo Sferisterio, i portici, l'università. Poi basta uscire dalle mura, prendere una delle strade che salgono verso l'interno, e si capisce che il racconto vero di questa provincia sta nelle colline. Il Maceratese è fatto di crinali che si rincorrono, di paesi appoggiati sulla cima dei rilievi, di curve che aprono all'improvviso su panorami larghissimi. Da noi, sia dalla dependance di campagna sia dall'appartamento in città, bastano venti o quaranta minuti d'auto per infilarsi in un itinerario che tiene insieme tre borghi molto diversi fra loro: Treia, San Severino Marche e Cingoli.

Treia, la piazza sospesa e il pallone col bracciale

Treia è il più vicino dei tre: una quindicina di chilometri, venti minuti scarsi di strada. Il suo centro è organizzato intorno a Piazza della Repubblica, un grande piano monumentale chiuso su tre lati da edifici settecenteschi e aperto sul quarto verso la valle del Potenza. Non è una piazza dove si passa per caso: è un belvedere costruito, e conviene arrivarci nel tardo pomeriggio, quando la luce bassa accende i mattoni e la campagna sotto diventa una successione di dorsali azzurrine.

Treia è legata in modo profondo al pallone col bracciale, il gioco che nell'Ottocento fu popolarissimo in Italia e che qui ebbe il suo campione più celebre, Carlo Didimi. Ogni anno, in estate, il paese lo rievoca con una manifestazione storica che divide il centro nei suoi quartieri e riporta la sfida proprio in piazza, fra cortei in costume, musica e tavolate. Per le date e il programma aggiornati conviene sempre controllare i canali ufficiali del Comune e degli organizzatori, perché cambiano di anno in anno.

San Severino Marche e la piazza che sembra una strada

San Severino si raggiunge in poco più di mezz'ora, sui trenta chilometri. Il suo tratto più riconoscibile è Piazza del Popolo, che non ha la forma quadrata a cui siamo abituati: è una piazza ellittica, molto allungata, contornata da portici su entrambi i lati, tanto che percorrendola si ha l'impressione di camminare dentro una via coperta più che dentro uno spazio aperto. Vi si affacciano il palazzo comunale, il teatro cittadino e la torre dell'orologio, e il risultato è un salotto urbano che d'estate resta fresco e all'ombra anche a metà pomeriggio.

Il paese ha in realtà due anime. Quella bassa, cresciuta intorno alla piazza, è la parte che si visita per prima. Quella alta, il Castello, è il nucleo più antico: si sale, ci si trova fra case in pietra, resti di mura e una torre che domina la valle. Il dislivello si fa sentire nelle gambe, ma il colpo d'occhio dall'alto ripaga la fatica e spiega meglio di ogni cartello perché questi borghi siano nati proprio lì.

Consiglio pratico: le strade fra un borgo e l'altro sono provinciali di collina, belle ma lente: calcolate almeno un quarto d'ora in più rispetto a quanto dice il navigatore, e non fidatevi delle scorciatoie sterrate. Quasi tutti i centri storici hanno accessi stretti o limitati al traffico, quindi la soluzione più semplice è lasciare l'auto nei parcheggi appena fuori le mura e salire a piedi.

Cingoli, il balcone delle Marche

Cingoli è il più lontano, una trentina di chilometri e circa quaranta minuti lungo una strada che sale con calma fra i campi. Il soprannome che si porta dietro da tempo, balcone delle Marche, non è un'invenzione delle guide: il paese sta in cima a un rilievo e dai suoi punti panoramici lo sguardo corre davvero fino all'Adriatico, con le colline che si abbassano una dopo l'altra come quinte di un teatro. Nelle giornate limpide, soprattutto dopo un temporale estivo o in una mattina d'inverno, la linea del mare si distingue con una nitidezza che sorprende.

Il centro storico è compatto e si gira a piedi senza fretta, fra mura, chiese, palazzi in pietra chiara e botteghe. È il tipo di borgo che non chiede un programma serrato ma un pomeriggio lento. Poco sotto il paese si allarga il lago di Castreccioni, un bacino artificiale fra i più estesi delle Marche, che nella bella stagione diventa meta di passeggiate lungo le sponde e di sport all'aria aperta. Anche solo affacciarsi dal ciglio della strada, con l'acqua sotto e i boschi intorno, vale la deviazione.

Un itinerario, non una corsa

Se avete una giornata sola, il nostro consiglio è di non provare a fare tutto. Treia e San Severino stanno bene insieme, sono vicine e si completano; Cingoli merita invece un pomeriggio suo, magari abbinato al lago. Vale la pena ricordare che qui i borghi si vivono a orari precisi: la mattina, quando aprono i negozi, e dal tardo pomeriggio in poi, quando la gente esce e le piazze si riempiono. A metà giornata, soprattutto d'estate, si ferma quasi tutto.

Trovate altri spunti su com'è fatto questo territorio nel nostro articolo sulle colline maceratesi, mentre per capire quanto conviene muoversi in auto e quanto no vi rimandiamo alla guida su come muoversi nel Maceratese. Se invece preferite partire dalla città e allargarvi solo dopo, la pagina dei dintorni raccoglie tutte le mete a portata di giornata.

Un punto d'appoggio fra città e colline

Da Fior di Loto Country & City siete a venti o quaranta minuti d'auto da tutti questi borghi, con la città a portata di mano. Scriveteci e vi aiutiamo a organizzare le uscite.