Il borgo di Treia sul crinale, con i Monti Sibillini innevati sullo sfondo
Treia e i Sibillini — foto: Jonathan Corbet · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva nel Maceratese per la prima volta si accorge presto di una cosa curiosa: sulla carta le distanze sono minime. Venti chilometri di qua, trenta di la'. Poi si guarda l'orologio e si scopre che quei venti chilometri hanno chiesto mezz'ora abbondante. Non e' un difetto, e' la forma stessa di questo territorio: valli parallele che scendono verso il mare, paesi appollaiati in cima ai crinali, strade che salgono, scendono e girano. Una volta capito il meccanismo, muoversi qui diventa semplice e perfino piacevole. Serve solo mettere in conto i tempi giusti e sapere dove lasciare l'auto.

Perche' qui l'auto fa la differenza

Diciamolo con franchezza: per godersi davvero le colline maceratesi l'auto e' quasi indispensabile. Il trasporto pubblico esiste e collega i centri principali lungo le valli, ma i borghi sui crinali, i punti panoramici, le chiese di campagna e le aziende agricole restano fuori dagli assi serviti, e gli orari raramente coincidono con il ritmo di una vacanza. Con un mezzo proprio si decide di fermarsi dove capita, e da queste parti fermarsi dove capita e' meta' del viaggio: una curva che apre all'improvviso sulla vallata, un paese di poche case, un filare di girasoli che chiede una fotografia.

Chi ama la bicicletta trova strade bellissime e poco trafficate, ma e' bene sapere che le pendenze non perdonano: qui non esiste quasi nulla di pianeggiante e ogni paese si conquista con una salita. Ottimo per chi cerca proprio quello, faticoso per chi immaginava passeggiate in piano fra un borgo e l'altro.

La SS77 e la rete che le sta intorno

L'asse portante degli spostamenti e' la superstrada SS77 della Val di Chienti, che dalla costa di Civitanova Marche risale l'entroterra fino a Foligno. E' la strada su cui si torna sempre: veloce, a carreggiate separate, con le uscite per i vari centri della valle. Da questa si diramano le strade provinciali, che sono l'ossatura reale del territorio: strette, tortuose, spesso panoramiche, quasi sempre in buone condizioni. Sono loro a portare in cima ai paesi, ed e' su queste che il conto dei minuti si allunga rispetto ai chilometri.

Poi ci sono le strade bianche, i tratti sterrati che collegano contrade e case sparse. Sono percorribili senza problemi con una vettura normale e regalano spesso gli scorci migliori, ma vanno prese con calma, soprattutto dopo giorni di pioggia. Se il navigatore propone una scorciatoia che sembra troppo bella per essere vera, nove volte su dieci si tratta di una strada bianca: nulla di rischioso, semplicemente qualche minuto in piu' e un po' di polvere sulla carrozzeria.

Consiglio pratico: scaricate le mappe offline della zona prima di partire per la giornata. Fra le valli e i tratti di bosco la copertura del telefono puo' farsi capricciosa, e ritrovarsi senza navigatore su una provinciale di crinale, con il buio che arriva, toglie parecchia poesia al tramonto.

Parcheggiare nei centri storici

Quasi tutti i centri storici del Maceratese stanno in cima a un colle e quasi tutti hanno una zona a traffico limitato. Macerata non fa eccezione: il nucleo antico e' in salita, l'accesso alle vie centrali e' regolato e sorvegliato da telecamere, e la regola d'oro e' lasciare la macchina nei parcheggi perimetrali per poi salire a piedi. Esiste anche un parcheggio ricavato sotto i giardini pubblici e collegato al centro da ascensori, che risolve elegantemente il problema del dislivello. Nei borghi minori la logica e' identica in scala ridotta: si posteggia appena fuori le mura e si entra camminando, che poi e' l'unico modo sensato di visitarli.

Da noi la questione si risolve in due modi diversi. Alla dependance Country, in campagna, c'e' un parcheggio privato gratuito: si lascia l'auto davanti casa e non ci si pensa piu'. All'appartamento City, su Corso Cavour, si parcheggia liberamente su strada, con il vantaggio di avere centro storico e Sferisterio a pochi minuti a piedi. In pratica, chi sceglie il City usa l'auto solo per le escursioni fuori citta' e per il resto cammina.

I tempi veri fra un borgo e l'altro

Qualche riferimento realistico, calcolato partendo da Macerata. Treia e Urbisaglia distano una quindicina di chilometri e si raggiungono in una ventina di minuti. Recanati e' a circa venti chilometri, ma la strada di crinale porta via una mezz'ora buona. San Severino Marche sta a una trentina di chilometri, poco piu' di mezz'ora; Cingoli, arroccata piu' in alto, e' alla stessa distanza ma chiede quaranta minuti. Loreto e' a una trentina di chilometri per trentacinque minuti, la Riviera del Conero a quarantacinque chilometri per tre quarti d'ora abbondanti, le Grotte di Frasassi a una settantina di chilometri e poco piu' di un'ora di guida.

La regola generale, qui, e' che mezz'ora d'auto separa quasi sempre due mondi diversi. Proprio per questo consigliamo di non stipare piu' di due mete nella stessa giornata: si finisce per guidare invece che guardare. Meglio scegliere una valle, percorrerla con calma e lasciare il resto al giorno dopo, magari seguendo uno degli itinerari fra i borghi maceratesi che raccontiamo nel blog.

Una base comoda per girare le colline

Da Fior di Loto Country & City partite avvantaggiati: parcheggio privato gratuito in campagna al Country, centro storico a piedi dal City. Raccontateci cosa volete vedere e vi aiutiamo a costruire i giri di giornata.