Il portico del Palazzo Apostolico affacciato su Piazza della Madonna a Loreto
Piazza della Madonna e il Palazzo Apostolico, Loreto — foto: Sailko · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons

Loreto si vede da lontano: la basilica con la sua cupola spunta sopra il colle molto prima che si arrivi in paese, ed è un'immagine che chiunque percorra questo tratto di Marche finisce per riconoscere. Da Macerata sono circa trenta chilometri, poco più di mezz'ora d'auto, e la gita si fa comodamente in mezza giornata. Ci si va per devozione o per interesse artistico, e in entrambi i casi si esce con la sensazione di aver visto qualcosa di sproporzionato rispetto alle dimensioni del borgo: un cantiere durato secoli, con alcuni dei nomi più importanti del Rinascimento italiano.

La Santa Casa e il suo rivestimento marmoreo

Il cuore del santuario è la Santa Casa, il nucleo di mura che la tradizione cristiana identifica con l'abitazione di Nazareth e attorno al quale è cresciuta tutta la basilica. Papa Giulio II volle che quel nucleo fosse protetto e insieme celebrato da un rivestimento in marmo, e il progetto venne affidato a Donato Bramante. I lavori partirono nel 1511; alla morte del papa, nel 1513, il successore Leone X affidò la direzione ad Andrea Contucci detto il Sansovino, e il cantiere proseguì per decenni con l'intervento di numerosi scultori, in prevalenza toscani e lombardi.

Il risultato è un rivestimento di circa seicento metri di sculture, considerato il capolavoro del santuario per ampiezza del disegno e qualità dell'esecuzione. Vale la pena girargli attorno lentamente, lasciando che l'occhio si abitui: i rilievi raccontano episodi della vita della Vergine e sono di mani diverse, e la differenza di stile fra un riquadro e l'altro è parte del fascino.

La cupola di Giuliano da Sangallo

La copertura del transetto è opera di Giuliano da Sangallo, che eresse la cupola ottagonale fra il 1498 e il 1500, con un diametro di ventidue metri: per l'epoca, e in un cantiere già complicato, fu un risultato notevole, portato a termine in pochi mesi di lavoro. È una delle prime grandi cupole del Rinascimento realizzate fuori dai centri maggiori, e osservandola dall'interno si capisce quanto il progetto tenesse insieme esigenze strutturali e volontà di dare al luogo una dignità monumentale.

L'edificio nel suo insieme mostra chiaramente la stratificazione: l'impianto tardogotico delle origini, gli interventi rinascimentali, gli apparati decorativi aggiunti nei secoli successivi. Non è un monumento omogeneo, ed è proprio questo a renderlo interessante da leggere.

Consiglio pratico: il santuario resta un luogo di culto attivo, quindi conviene tenerne conto nell'abbigliamento, spalle e ginocchia coperte, e nel tono della visita. Per orari di apertura, celebrazioni e accessi al rivestimento marmoreo il riferimento sono i canali ufficiali del santuario, che li aggiornano stagione per stagione.

Piazza della Madonna e il Palazzo Apostolico

Uscendo dalla basilica ci si trova in Piazza della Madonna, che è a tutti gli effetti la seconda opera d'arte del luogo. Fu concepita all'inizio del Cinquecento su idea di Bramante, per volere di Giulio II: il progetto prevedeva la facciata della chiesa e un Palazzo Apostolico articolato su tre lati, così da chiudere completamente lo spazio. Il palazzo, avviato fra il 1507 e il 1509, resta però incompiuto sul terzo lato, e il grande doppio portico che avrebbe dovuto girare tutt'intorno si interrompe: un'incompiutezza visibile, che paradossalmente rende la piazza più aperta e più luminosa.

Al centro c'è la Fontana Maggiore, opera barocca realizzata fra il 1604 e il 1614 da Carlo Maderno e Giovanni Fontana, con sculture in bronzo dei fratelli Jacometti. Sopra tutto si alza il campanile disegnato da Luigi Vanvitelli e costruito fra il 1750 e il 1754: con i suoi settantacinque metri è il più alto delle Marche, e chiude il profilo che si riconosce da chilometri di distanza.

Un santuario ancora vivo

Loreto non è un museo. È da secoli una delle mete di pellegrinaggio più frequentate d'Europa, e questo si sente nell'atmosfera: gruppi in cammino, celebrazioni che si susseguono, persone in raccoglimento accanto ai visitatori con la macchina fotografica. Chi non arriva per motivi religiosi farebbe comunque bene a prendersi il tempo per osservare questa dimensione, perché è ciò che ha generato tutto il resto.

La gita si combina bene con Recanati, che dista pochi chilometri, oppure con una discesa verso la costa e la Riviera del Conero nel pomeriggio: da noi, in entrambi i casi, si torna in poco più di mezz'ora.

Loreto e il Conero nella stessa giornata

Dai nostri alloggi a Macerata, Loreto è a circa trentacinque minuti d'auto e la costa poco oltre. Scriveteci per verificare le date libere e organizzare il tuo giro nelle Marche.