La facciata neoclassica dello Sferisterio di Macerata vista dalla strada
Lo Sferisterio di Macerata — foto: Camelia.boban · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ci sono città che d'estate si svuotano, e città che d'estate cambiano passo. Macerata appartiene alla seconda categoria. Ogni anno, tra luglio e agosto, lo Sferisterio ospita il Macerata Opera Festival e il centro storico si riorganizza intorno alle serate di spettacolo: le vie che portano all'arena si riempiono all'ora del tramonto, i tavolini restano occupati fino a tardi, e a mezzanotte passata si sente ancora gente che commenta il secondo atto camminando sotto i portici. Non serve essere appassionati di lirica per accorgersene: è semplicemente il momento dell'anno in cui la città è più se stessa.

Un'arena nata per un gioco, diventata teatro

Lo Sferisterio non è un teatro all'aperto costruito per l'opera. È un edificio neoclassico inaugurato nel 1829, voluto e finanziato da un gruppo di cittadini maceratesi e progettato dall'architetto Ireneo Aleandri, pensato per gli spettacoli pubblici e in particolare per il gioco del pallone col bracciale, che nell'Ottocento riempiva le arene di mezza Italia. Da qui il nome: uno sferisterio è, letteralmente, un luogo destinato al gioco della palla.

L'opera arrivò quasi un secolo dopo, nel 1921, con un'Aida che andò in scena per molte sere di seguito davanti a un pubblico enorme e che di fatto inventò la vocazione attuale dell'edificio. Da allora la struttura fa due cose insieme: è un monumento in mezzo alla città ed è un palcoscenico vivo. La forma è rimasta quella originale, con la lunga parete di fondo leggermente curva, le gradinate contenute e i palchi affacciati sull'arena.

L'acustica, e perché si sente così bene

Chi ci va la prima volta di solito si stupisce di due cose. La prima è la vicinanza: l'arena è larga e poco profonda, quindi anche dai posti più lontani il palco resta a una distanza ragionevole e nulla si perde per strada. La seconda è proprio il suono. La grande parete di fondo restituisce il canto e l'orchestra senza che serva forzare, e il risultato è considerato una delle acustiche naturali più riuscite fra gli spazi lirici all'aperto italiani. Sentire una voce non amplificata reggere sotto il cielo è un'esperienza diversa dall'ascolto in un teatro chiuso: più fragile, più esposta, e per questo più emozionante.

Consiglio pratico: le serate iniziano quando c'è ancora luce e finiscono a notte fonda. Anche in agosto, dopo mezzanotte l'aria a Macerata si rinfresca parecchio: portate una felpa leggera o uno scialle, e scarpe comode perché l'ultimo tratto verso l'arena si fa a piedi. Arrivate con largo anticipo, perché nelle sere di spettacolo il centro si riempie e i parcheggi vicini si esauriscono presto.

Com'è vivere l'opera all'aperto

Una serata allo Sferisterio ha un ritmo tutto suo. Si arriva presto, si passeggia, si mangia qualcosa in centro, poi ci si siede e si aspetta che cali il buio: spesso il primo atto comincia con il cielo ancora chiaro e l'illuminazione scenica prende forza man mano che la sera avanza. Il fatto di essere all'aperto porta con sé qualche imprevisto, dai rondoni che attraversano il palco al vento leggero che si alza a metà rappresentazione, e fa parte del gioco. Il pubblico è misto: appassionati che seguono la stagione da anni, curiosi alla prima volta, famiglie del posto.

Il programma cambia ogni anno: cambiano i titoli in cartellone, il numero di recite, gli eventi collaterali e le iniziative rivolte a famiglie e scuole. Per questo non ha senso fidarsi di quello che avete letto la scorsa estate. Titoli, calendario, modalità di prenotazione e biglietti vanno verificati direttamente sui canali ufficiali del festival e dello Sferisterio, che pubblicano il cartellone con qualche mese di anticipo rispetto all'inizio della stagione.

Dormire vicino e tornare a piedi

Il vantaggio più concreto di alloggiare in città è proprio questo: finito lo spettacolo si torna a casa camminando, senza cercare l'auto e senza guidare a mezzanotte e mezza. Dal nostro appartamento di Corso Cavour il centro storico e lo Sferisterio si raggiungono a piedi in una decina di minuti. Dalla dependance in campagna, invece, si arriva in dieci minuti d'auto: in quel caso conviene parcheggiare fuori dal centro e fare l'ultimo tratto camminando.

Se volete conoscere meglio l'edificio anche fuori dalla stagione lirica, ne parliamo nella pagina dedicata allo Sferisterio. E se venite a giugno, sappiate che la stessa arena ospita Musicultura, con un pubblico e un'atmosfera completamente diversi.

A pochi passi dall'arena

Se venite per una serata allo Sferisterio, dal nostro appartamento in Corso Cavour tornate a casa a piedi. Scriveteci per verificare le disponibilità nelle settimane del festival.